Notizia incredibile. Tra i vari campionati con licenza ufficiale di FIFA23 ci sarà anche la serie BKT, grazie ad un accordo di cinque anni firmato tra la lega e la casa madre del videogioco EA.

Una partnership che durerà cinque anni

A partire dal 30 settembre dunque, data in cui uscirà il nuovo FIFA 23, saranno presenti le 20 squadre della serie BKT all’interno del videogames. Un riconoscimento senza precedenti e non scontato, in quanto sono pochissime le serie cadette presenti con licenza ufficiale all’interno del videogames. Ad annunciarlo anche la stessa pagina ufficiale ig della serie BKT con questo simpatico rebus meme.

Cosa includerà l’accordo

L’accordo di licenza mondiale include quella del logo del campionato, del trofeo, della patch ufficiale, del pallone ufficiale, dei kit di gioco ufficiali e dei nomi delle squadre. Le 20 squadre saranno quindi presenti nel prossimo gioco EA SPORTS™ FIFA 23 e nelle edizioni seguenti. La nuova edizione del videogioco includerà un totale di 19 mila giocatori, 700 squadre, 100 stadi e 30 campionati su licenza.

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In occasione dello storico accordo per il nostro campionato cadetto, emblematiche le dichiarazioni del presidenza della Lega Serie B Mauro Balata parla di un nuovo passo per far conoscere la Serie BKT in tutto il mondo:

“proseguendo quel percorso di internazionalizzazione iniziato la scorsa stagione e che ha permesso al nostro campionato di essere visibile in 40 Paesi, fidelizzando gli appassionati di calcio italiani e le migliaia di italiani che vivono all’estero. L’accordo che ci lega a uno dei maggiori player mondiali dell’intrattenimento digitale ci permetterà poi di essere ancora più vicini ai giovani, e non solo, tifosi delle nostre squadre’.

Siamo entusiasti di annunciare l’integrazione della Serie BKT in FIFA 23 e oltre”, ha dichiarato James Salmon, direttore marketing di EA SPORTS FIFA. “Abbiamo un impegno costante e profondo nei confronti del calcio italiano e questa partnership ci permetterà di offrire esperienze interattive più autentiche per i tifosi italiani sia ora che negli anni a venire.”

Articolo a cura di:
Francesco Basile