Secondo Bloomberg, multinazionale operativa nel settore dei mass media con sede a New York, gli indizi sono diventati finalmente delle prove concrete. Netflix investirà nel proprio settore gaming. La notizia infatti è quella dell’acquisto di Mike Verdu, ex-Facebook ed Electronic Arts, a cui verrà affidato il controllo di un nuovo dipartimento che sarà specializzato in videogames.

Chi è Mike Verdu
Mike Verdu, classe 1964 nativo di Washington, è un veterano del mondo gaming. In passato è stato alla guida di  Electronic Arts,gestendo la divisione mobile e la produzione di alcuni videogiochi. Inoltre per anni è stato a capo della sezione gaming di Facebook, con il compito principale di espandere i nuovi videogames sulla piattaforma Oculus VR.

Un terreno già sondato
In realtà questa notizia può sorprendere, ma analizzando gli ultimi progetti della piattaforma streaming, possiamo notare che il terreno è stato già sondato. Nel corso di questi anni infatti ci sono già stati numerosi esperimenti che hanno strizzato l’occhio al mondo gaming, intrecciandosi con i contenuti della piattaforma. Tra questi probabilmente il più importante è la realizzazione di ‘Black Mirror: Bandersnatch’, l’adattamento interattivo dell’omonima serie TV, dove per la prima volta in assoluto il telespettatore ha potuto decidere le sorti della storia, proprio come in un videogames. Inoltre Netflix ha contribuito alla creazione  di ‘Stranger Things: The Game’, basato sull’omonima serie esclusiva. In ultimo la miriade di  nuovi adattamenti televisivi basati su videogames affermati e con una grandissima fan base, come Resident Evil: Infinite Darkness e la serie di The Witcher,che ha riscosso un grandissimo successo ed è già in produzione per altre due stagioni. 

Un idea di intrattenimento innovativa
Non è chiaro ancora, in che modo e in quali modalità Netflix possa investire in questo campo. Le stesse fonti menzionate in precedenza, parlano di un ampliamento dell’offerta con videogiochi esclusivi, senza nessun costo aggiuntivo. Il pensiero va ovviamente agli altri colossi del gaming come Sony, Microsoft e più recentemente Google ed  Amazon.

Effetto boomerang
Considerando l’espansione immensa che la piattaforma di Reed Hastings ha avuto negli ultimi anni, raggiungendo gli addirittura  200 milioni di abbonati, l’idea di competere anche con i colossi del gaming non sembra affatto un’utopia, considerando soprattutto la possibilità di includere titoli innovativi e autoprodotti (come successo già con le serie tv). E’ chiaro che tutti gli indizi degli ultimi anni, aggiunti a quest’ultima importante novità fanno fremere i fan, e non solo. Dopo che l’indiscrezione è stata resa pubblica infatti, il titolo di Netflix ha guadagnato il 3,3% in borsa. 

Non ci resta che attendere ulteriori sviluppi in merito.

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