Le nuove restrizioni per gli under 18

La notizia di questi ultimi giorni ha destato molto scompiglio ed un certa preoccupazione per tutti gli amanti dell’ esport e soprattutto per tutti i giovani talenti cinesi: stiamo parlando delle nuove restrizioni per tutti i giocatori under 18.

Cosa è stato deciso?

Erano già settimane che se ne parlava, ma da questa settimana è diventato ufficiale. In Cina i minorenni potranno giocare al massimo per tre ore alla settimana e solo nei fine settimana e nei festivi, tassativamente tra le 20 e le 21. Un dietrofront incredibile rispetto a quello che siamo soliti vedere. Ricordiamo, infatti, che la Cina è stata il primissimo stato a regolamentare la figura del giocatore professionista negli sport elettronici. Un esempio di avanguardia e modernità, in netta contrapposizione con quanto deciso in queste settimane. Ma non finisce qui, perché i controlli sulla maggiore età dovranno essere effettuati anche nelle competizioni. 

Chi lo ha deciso e perchè? 

A varare le nuove restrizioni, come del caso delle precedenti è stato il National Press and Publication Administration (NPPA). Questo è il motivo principale per il quale non rappresentano (ancora) una legge, ma una nuova politica del NPPA a cui però produttori, organizzatori di competizioni e sviluppatori dovranno adeguarsi. Le restrizioni, ovviamente, sono supportate dal governo cinese che ha recentemente attuato una serie di strategie volte a migliorare il “benessere delle persone”. Le restrizioni per i videogiocatori minorenni farebbero parte di questo ampio piano. 

Le conseguenze

E’ evidente come il settore più colpito da queste decisioni, sia, senza ombra di dubbio, quello esport che spesso rappresenta una vera e propria fucina di giovani talenti. Le conseguenze non tarderanno ad arrivare; ad esempio, la  Peace Elite Professional League (PEL) ha già annunciato che rispetterà con i dovuti controlli l’età dei partecipanti, o ancora, la King Pro League di Honor of Kings ha cambiato il proprio regolamento con età minima consentita ai fini dell’iscrizione non più dai 16 anni in su, bensì dai 18. Provvedimenti, dunque, che secondo molti degli  addetti ai lavori avranno conseguenze disastrose per l’intero settore competitivo. 

 

Francesco Basile