La Francia bandisce i termini videoludici
Lunedì 30 maggio i funzionari francesi si sono riuniti nuovamente per continuare la loro secolare battaglia per preservare la purezza della lingua, rivedendo le regole sull’uso del gergo dei videogiochi inglese.
Preservazione della lingua
La Francia è un paese che da sempre tiene a preservare la propria lingua, un po come avviene in Spagna. Se noi italiani non abbiamo problemi nell’utilizzare inglesismi dal gergo videoludico, i funzionari politici francesi invece nel tempo hanno sviluppato una sorta di rigetto per queste. Proprio per questo si è giunto alla decisione di trovare delle parole native francesi che le possano sostituire. Inoltre, proprio a tal riguardo è stato negato ai dipendenti del governo francese di utilizzare i termini videoludici inglesi discussi dai funzionari.
La scelta
Le espressioni alternative sono state pubblicate nell’edizione di domenica 29 maggio del Journal Officiel francese, la gazzetta governativa della Repubblica francese. Sono divenuti così termini ufficiali che devono essere utilizzati dai dipendenti del governo.
Mentre alcune espressioni trovano traduzioni ovvie – “pro-gamer” diventa “joueur professionnel” – altre sembrano più tese, poiché “streamer” si trasforma in “joueur-animateur en direct”.
Il ministero della Cultura, che è coinvolto nel processo, ha comunicato all’AFP che il settore dei videogiochi fosse pieno di anglicismi che potessero fungere da “barriera alla comprensione” per i non giocatori.
Alessio Ruggiero
